venerdì 9 gennaio 2015

10 Gennaio

"Della necessità di imparare a stare da soli".
Stronzate!
Ma chi ci vuole stare? Nessuno.
Io so stare benissimo da sola, lo faccio da 48 mesi e ho coltivato molti hobby, interessi, leggo, scrivo, ascolto tanta musica, vedo film, ho ripreso gli studi, lavoricchio, esco per i cazzi miei, faccio molte fotografie, ho partecipato con alcuni miei scatti ad una mostra fotografica, ho viaggiato eccetera.
Ma non voglio stare da sola anche se so stare bene da sola.
Ho voglia di un supporto e voglio fare da supporto a qualcuno.
Ho voglia di condividere il mio spazio, tempo, il cibo, un film, una partita di calcio, una partita a Pes, una passeggiata, dei progetti, dei problemi, una litigata e una sana scopata con un uomo.
Quindi chiunque si azzardi a dirmi che devo imparare a stare da sola, mi farà solo sorridere per la superficialità di quella frase: biologicamente siamo portati a cercare qualcuno.
E poi chi sa stare veramente da solo?
Chi non ha un grande istinto sessuale o chi per un motivo o per un altro ha capito che non ha altre alternative... e non è certo una sua scelta.

Concludo con una famosa citazione di Aristotele:
"Per vivere soli bisogna essere o animali o un Dio".

5 commenti:

  1. « [Anime salve] trae il suo significato dall'origine, dall'etimologia delle due parole "anime" "salve", vuol dire spiriti solitari. È una specie di elogio della solitudine.

    Si sa, non tutti se la possono permettere: non se la possono permettere i vecchi, non se la possono permettere i malati. Non se la può permettere il politico: il politico solitario è un politico fottuto di solito. Però, sostanzialmente quando si può rimanere soli con se stessi, io credo che si riesca ad avere più facilmente contatto con il circostante, e il circostante non è fatto soltanto di nostri simili, direi che è fatto di tutto l'universo: dalla foglia che spunta di notte in un campo fino alle stelle. E ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante, si riesce a pensare meglio ai propri problemi, credo addittura che si riescano a trovare anche delle migliori soluzioni, e, siccome siamo simili ai nostri simili credo che si possano trovare soluzioni anche per gli altri.

    Con questo non voglio fare nessun panegirico né dell'anacoretismo né dell'eremitaggio, non è che si debba fare gli eremiti, o gli anacoreti; è che ho constatato attraverso la mia esperienza di vita, ed è stata una vita (non è che dimostro di avere la mia età attraverso la carta d'identità), credo di averla vissuta; mi sono reso conto che un uomo solo non mi ha mai fatto paura, invece l'uomo organizzato mi ha sempre fatto molta paura. »

    F. De Andre'

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  2. alessandra, nelle note vocali sembri claudio cecchetto. cmq, si dice "correva l'anno" non "scorreva"! errore non troppo grave perciò non sufficiente per essere sbattuta forte :D

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