martedì 27 gennaio 2015

27 Gennaio

Mai conosciuto.
Il mio nonno polacco mi è solo stato raccontato come un uomo molto patriottico, gran lavoratore, un ispettore testardo pieno di donne e che morì intorno ai 50 anni, ictus.
Lo ricordo oggi perché di lui conosco un po' la sua storia relativamente a Dachau.
Erano gli anni '40, aveva poco più di 20 anni e scappava dalla Polonia con suo fratello.
Direzione: Inghilterra.
Si fermarono a dormire in Germania dal marito della sorella, tedesco, il quale li tradì e chiamò i nazisti.
Finirono entrambi al campo.

Anni duri che lui racconta nelle lettere dirette a sua madre.
Non c'era niente da mangiare, faceva freddo e spesso per punirli li facevano dormire sopra i cadaveri.
Se ti beccavano a mangiare il raccolto dei campi, venivi fucilato.
Si legge anche che su di loro venissero fatti dei test ed esperimenti.

Mio nonno venne liberato il giorno prima che i tedeschi avessero in previsione di ammazzarli tutti.
Un miracolato di 40 kg scarsi, completamente shockato e mandato in Italia a seguire una "dieta mediterranea" per recuperare la salute persa.
E venne mandato a San Gerusalemme del Tronto dove conobbe nonna e pochi mesi dopo la sposò.

Cercando su Internet il suo nome e il cognome ho trovato dati significativi come il giorno che entrò al campo e il numero identificativo.

Numeri che ogni volta mi mettono i brividi e mi emozionano con una stretta al cuore.


Di mio nonno mi viene raccontato che a Dachau ebbe un comportamento valoroso tanto che un suo compagno di campo, un medico, una volta uscito, scrisse un libro sul lager scrivendo di come nonno lo avesse aiutato a sopravvivere in quegli anni togliendosi spesso del cibo per darlo a lui.

Internet mi ha anche permesso anni fa di entrare in contatto con la figlia di un superstite di Dachau che si ipotizza conoscesse mio nonno.

E a me piace crederlo.

Ogni famiglia ha purtroppo una storia da raccontare relativamente a quegli anni pieni di dolore e povertà ed è bene raccontarle per mantenere viva la memoria di quelle atrocità.

In foto una delle tante riunioni dei superstiti a cui nonno partecipò.

2 commenti:

  1. si tratta forse del pensiero più bello letto finora. in una giornata in cui c'è gente che critica tanto per aprir bocca e media che riciclano sempre lo stesso servizio, poche righe che riassumono il vero significato della parola "ricordo".

    RispondiElimina