Twitstar Anonime: "Sole davanti ai Social".
Ciao, sono Maddy e sono Social-dipendente. Sono tre giorni che non twitto. Ho smesso di twittare il 17 Gennaio 2015 alle ore 9:25 lasciando un tweet a metà.
Vi ringrazio per la vostra accoglienza, non vorrei che mi idealizzaste. È pericoloso idealizzare qualcuno. Perché se questo qualcuno fallisse, cadrebbe tutto il gruppo.
No... non quelli di Whatsapp.
E neanche quelli di Facebook.
E zitti, cazzo!
Anche ricadere è molto facile, per noi basta un'interazione, una mention, un "mi piace" e si è di nuovo nel baratro.
Per questo, dopo tantissimi giorni di astinenza (3), dico che sono soddisfatta, cazzo. Ma il cammino, non è mai finito. Per uscire dalla dipendenza dai social occorre fare sempre un passo alla volta.
Tipo socializzare.
Non Social-izzare.
Ma parlare.
Non sto parlando di note audio!
Sai quelle cose che ti citofonano, ti passano a prendere, ti vai a bere una birra, si parla, si ride ecco.
Vabbè basta.
I had a dream.
Saltavo in aria, sospesa nel vuoto, da una base fluttuante all'altra.
In alto.
In basso.
A destra.
Sinistra.
Saltavo come una matta.
Ero palesemente felice.
Con me saltava un'altra persona a caso...
Il Papa.
Io saltavo, lui con me e ridevamo come degli scemi.
Ho ancora in testa la faccia del Papa che si sganascia dalle risate.
Incubo.
Detto questo.
Mi sveglio con l'ansia.
Ho sognato il Papa e mi prende un raptus alla Beatrix Kiddo.
Prendo il telefono e di getto butto tutte le applicazioni social.
Twitter.
Instagram.
Facebook.
Google+.
Flickr.
Messanger.
Disconnetto notifiche Telegram.
Respiro.
Scherzi a parte.
Sono tornata a twittare solo perché il Klout ha perso dei punti se no manco per il cazzo mi vedevate.
Va beh, questi tre giorni che ho fatto di tanto speciale?
Allora.
Al cesso invece di twittare... LEGGEVO.
In giro invece di stellinare... MI GUARDAVO ATTORNO.
Al bar invece di fotografare il cappuccino... ME LO BEVEVO.
Belli questi discorsi da disadattati.
Ieri TOP dell'emozione: shopping estremo, Zara.
Comprato: un cazzo di niente.
Ma... mi sviene una tipa mai vista tra le braccia.
Ok.
Si riprende subito.
Mi chiede scusa in mille lingue.
E' in panico.
La faccio sedere, chiamo il personale.
Arriva un bono sotto i 30, occhi AZZURRI, mi bagno. E' piccolino, magro, bel viso pulito: il mio tipo ideale. Sono innamorata.
Ci guarda come fossimo due coglione.
Ma lo stronzo è cortese perché fa parte dello staff e non è che ci può mandare a cagare.
Io faccio la materna perché la tipa è agitatissima e parla a vanvera.
"Sto male. Tremo. ODDIO TREMOOOOO! E' un infarto!".
Guardo il mio amico. Ride silenziosamente.
Lei: in panico.
Occhi azzurri: sguardo di sufficienza, ma sorride, tiratissimo.
Va beh... morale della favola:
la tipa è sopravvissuta, delle vitamine che prende le hanno fatto schizzare la pressione e occhi azzurri è dichiaratamente gay.
Non dimenticherò mai i tuoi occhi, la tua sicurezza, l'aria da stronzo, l'atteggiamento di uno che pensa "guarda ste due troie che già è Domenica e avrò una giornata di merda e ci si devono mettere pure queste a rompermi il cazzo".
Awwwwww!
Vaffanculo.
Riflessione da quattro soldi.
I migliori fighi sono tutti gay e le migliori fighe (io! ehm coff coff) single a vita.
Amen.
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